SVIZZERA: CADE SEGRETO BANCARIO CON GLI USA

Dal 1 Novembre 2013 entrerà in vigore una legge che obbligherà gli istituti di credito elvetici a fornire i dati sui loro correntisti esteri alle autorità straniere che ne faranno domanda.

La Svizzera invierà sotto forma di rapporto numeri di conto, informazioni su transazioni di capitali o saldi di conti attualmente coperti dal segreto bancario o d’ufficio. Però non saranno forniti dati se questi comprometteranno l’interesse nazionale o l’ordine pubblico.

La volontà della Svizzera è senz'altro quella di allentare la presa dei paesi stranieri (Usa in primis) che hanno scatenato una guerra all’export di capitali e ai paradisi fiscali.

Per l’Italia potrebbero presentarsi alcuni svantaggi, come l’imposta liberatoria retroattiva che consente agli evasori di mantenere l'anonimato affrancandosi da eventuali accertamenti fiscali futuri in Italia. L'accertamento dell'identità degli evasori è stato un elemento irrinunciabile nelle richieste statunitensi. Il secondo svantaggio è il valore stesso dell'imposta liberatoria, che per la stampa sarebbe attorno al 25%; una percentuale che le stesse banche svizzere riconoscono eccessiva, poiché i precedenti scudi fiscali non superano la soglia del 7%.

 Esiste tuttavia un’altra via alla soluzione del contenzioso italo-svizzero; essa consentirebbe all’Italia di concludere un accordo originale rispetto agli altri Stati Ue, che riguarda elementi economici di primaria importanza. I capitali collocati in Svizzera, reimmessi nel sistema produttivo italiano consentirebbero alle imprese italiane di sollevarsi dall’attuale stagnazione.

Fonte: www.corriere.it